Venti anni di teatro nel segno di Filumena Marturano

“Qui nacque e visse Filumena Marturano, resa celebre in tutto il mondo da Eduardo De Filippo”.

Così recita la targa in ricordo della popolana napoletana, protagonista della commedia teatrale che nel 1946 e nel 1951 divenne film, scritta dal grande drammaturgo Eduardo De Filippo.

In Via San Liborio a Napoli, in occasione del trentennale della morte del celebre autore, è stata apposta come ricordo in quello che è stato il basso dove è nata e vissuta per davvero Filumena Marturano.

La Signora Antonietta Musella l’ha ricordata avendola conosciuta personalmente: “era ‘na guagliona di diciassette anni. La commedia racconta la sua storia vera. Sentite a me: durante la guerra, la figlia era ammalata ed era povera, per questo lei faceva la “bella vita”, è esistita eccome, io l’ho conosciuta e i miei genitori me ne parlavano sempre. Era bella e tutti la conoscevano nel vicolo”.

La storia dell’opera di Eduardo De Filippo muove proprio da questa vicenda: una donna napoletana che, dopo essere stata a lungo la compagna di Domenico Soriano, un uomo facoltoso e spregiudicato, decide di sposarlo (seppur con l’inganno) in modo da poter ottenere una posizione sociale e finanziaria migliore.

Filumena, tuttavia, nasconde un segreto: ha avuto tre figli con Domenico, ma lui non ne è a conoscenza. Quando Domenico cerca di liberarsi di lei, Filumena rivela la verità e lotta per ottenere il riconoscimento dei suoi figli e una posizione di parità all’interno del matrimonio.

Non è la semplice storia d’amore di una donna che, per anni, si accontenta di vivere nell’anonimato pur di non rinunciare al suo amore. Filumena Marturano rappresenta la rivendicazione dei diritti di una donna che, in un periodo storico particolare, dopo aver convissuto con un uomo senza alcun diritto, riesce, con qualche piccola furbizia, a farsi sposare e ad ottenere così quei diritti che, senza il matrimonio, non avrebbe mai avuto.

Al tempo stesso, però, la storia dà voce alla fragilità di una donna che, inizialmente si accontenta di vivere nell’ombra pur di non rinunciare al suo amore, ma che, di fronte alla voglia di dare ai propri figli ciò che lei non ha avuto, riesce a trovare la forza che pensava di non avere prendendo in mano la situazione e stravolgendo la propria vita.

Il maestro Eduardo spiegò così lo stimolo della sua fantasia: “L’idea di Filumena Marturano mi nacque alla lettura di una notizia; una donna a Napoli, che conviveva con un uomo senza esserne la moglie, era riuscita a farsi sposare soltanto fingendosi moribonda. Questo era il fatterello piccante, ma minuscolo; da esso trassi la vicenda ben più vasta di Filumena, la più cara delle mie creature”.

Quest’opera andò in scena per la prima volta al teatro San Ferdinando di Napoli, nel 1946. Come noto, la scrittura fu concepita da Eduardo per essere interpretata dalla sorella, Titina. Per errore, nel corso degli anni si è creduto che la storia stessa potesse essere in qualche modo riconducibile alla vicenda di Titina De Filippo, cosa effettivamente non confermata da alcun riscontro biografico. Negli anni il ruolo è stato poi affidato ad altre attrici, da Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi, Isa Danieli, Lina Sastri, Mariangela Melato e Mariangela d’Abbraccio.

In occasione del 20°anniversario dalla nascita della nostra Compagnia teatrale “I CARDI”, abbiamo scelto di celebrare la speciale ricorrenza proprio con “Filumena Marturano”, una commedia eduardiana tanto celebre quanto impegnativa. Il teatro di Eduardo si estende lungo un asse concettuale e di presenza scenica incentrato sulla complessità. Il fulcro di ogni dramma è disseminato da punti di attrazione che fanno capo a frasi, gesti, sguardi, smorfie, oggetti che ricorrendo decretano un certo ritmo significante. E’ il suo teatro, fatto di “sacrifici e di gelo”, dove lascia tracce impercettibili attraverso le sue opere, segni della vita, che al contempo sono ansia di conoscenza e costruzione del sociale. La linea ampia e molteplice del maestro resta non solo nel cuore della contemporaneità con una forza di presenza dirompente, ma anche nella “stanchezza energica” del suo volto, oggetto di quella complessità che ha reso il teatro di Eduardo spazio di vita.

Quando ci siamo uniti come trio (col tempo divenuto Compagnia Teatrale “I CARDI”) avevamo 13, 15 e 17 anni, muovendo i nostri primi passi sulle orme de “La Smorfia” di Troisi, Arena e De Caro. Da allora tanti sipari si sono aperti e tanti costumi si sono avvicendati. Siamo stati il primo passo per molti amici che, poi, hanno continuato su altri sentieri, come una scuola di formazione aperta al futuro. Alcuni, però, hanno scelto di abbracciare il destino stesso di questo gruppo, con le mani tese alle nuove generazioni ed alle sfide che attendevano all’orizzonte. Se oggi siamo ancora qui, lo dobbiamo alla passione del cuore, alla determinazione della mente, alla generosità ed operosità delle mani di chi tiene la barra a dritta, attraversando caparbiamente le maree degli anni che passano, le convenzioni sociali, gli orientamenti del momento. La nostra bussola punta ai valori del Teatro, alla loro genuinità, alla gioia di crescere nella condivisione di emozioni irripetibili.

La nostra unione con l’Associazione Salvaguardia Beni Culturali Solofra, come ramo artistico di questa prestigiosa realtà, è la prova che la nostra passione è verace e costante. Conserviamo, così, le nostre origini e storia arstistica, che tante tavole di palcoscenico saprebbero raccontare, con la consapevolezza di continuare a realizzare il progetto di quei ragazzi che venti anni fa hanno creduto in un sogno, accompagnando tanti a sognare con loro.

A nuovi appuntamenti e nuove repliche, in atto con cuore e sacrificio, ricche di emozioni e divertimento mai fine a se stesso.

Autori

  • Aniello Pisano

    (Avellino, 1 Maggio 1989) "Se un'idea non ha significato e utilità sociale, non mi interessa lavorarci sopra". Tecnico chimico-conciario nel polo industriale di Solofra. Nato sul palcoscenico, con un testo teatrale tra le mani: il teatro, la passione e l'amore più grande della propria vita. Nel 2003 è co-fondatore della Compagnia teatrale "I Cardi", ora direttore artistico e regista. Nel 2017 pubblica il suo primo testo teatrale, "Ci Risiamo", una commedia scritta a quattro mani che ha riscosso un bel successo e raccolto tanti premi prestigiosi. Amante della natura, dell'arte, fotografia e video editing, appassionato di tecnologia informatica.

  • Alessandro De Stefano

    (Avellino, 15 agosto 1987), tutto un programma per trasformare ogni esperienza in un'avventura. Amore infinito per le antichità, l'esplorazione delle montagne, la scrittura, la poesia, il disegno, la fotografia, il teatro, il modellismo. Nel 2003 è co-fondatore della Compagnia teatrale "I Cardi" e nel 2009 fondatore della nostra A.S.Be.Cu.So. aps. Nel 2011 pubblica il suo primo libro, rivolto ai ragazzi: "La leggenda del falco dorato". Curatore e content strategist per i canali social dei maggiori siti storici e naturalistici della Città di Solofra. Papà di Ludovica. Rompiballe pignolo per i dettagli. Graduato dell'Esercito Italiano nell'Arma del Genio dal 2006, di stanza a Roma e Dottore in Scienze Turistiche.

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